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«Le parole sono pietre» Sulle valutazioni estimative nel falso in bilancio

Andrea Sereni

Archivio Penale
© dell'autore 2017
Ricevuto: 28 luglio 2017 | Accettato: 19 settembre 2017 | Pubblicato: 20 settembre 2017


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Riassunto

Il saggio tratta della controversa questione della rilevanza delle valutazioni estimative nel falso in bilancio a seguito della riforma operata con la legge n. 69 del 2015. Vengono evidenziati in particolare gli aspetti critici della sentenza n. 22474 del 2016 delle Sezioni unite della Corte di cassazione, dal punto di vista di una sua non piena rispondenza al principio di stretta legalità, specialmente nella ricostruzione del significato delle parole “fatti materiali” (artt. 2621-2622 c.c.). Per questo, si propone un’interpretazione alternativa a quella della Suprema corte: la violazione di criteri di stima non può costituire di per sé reato, ma soltanto l’esposizione di fatti oggettivamente falsi o l’omissione di circostanze obiettive rilevanti, nel processo valutativo, possono integrare il delitto in esame.  

The essay deals with the controversial issue of the significance of estimating estimates in the false financial statements after the reform carried out by law no. 69 of 2015. The critical aspects of the judgment of the United Sections of the Court of Cassation are outlined, from the point of view of incompleteness to the principle of strct legality, especially in the interpretation of the words: “material facts” (Articles 2621-2622 of the italian Civil Code). For this reason, an alternative interpretation is proposed to that of the Supreme Court: the violation of assessment criteria does not constitute an offense autonomously, but only the exposition of objectively false facts or the omission of rilevant circumstances in the evaluation process can supplement the crime in question.    


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