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Codice antimafia e codice della crisi e dell’insolvenza: la regolazione del traffico delle precedenze in cui la spunta sempre la confisca

Enrico Mezzetti

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 05 dicembre 2018 | Accettato: 20 dicembre 2018 | Pubblicato: 26 dicembre 2018


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Riassunto

La recente presentazione del nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza ha posto in luce come uno dei temi cruciali per una sua efficace introduzione nel sistema complessivo delle misure da adottare nei confronti delle imprese in crisi e che abbiano compiuto degli illeciti è costituito principalmente dalla risoluzione dei criterio con cui applicare il “principio di prevalenza” tra misure di prevenzione, penali cautelari reali e rapporti con le procedure concorsuali. Il contributo offre una chiave di lettura che mette in luce come non sia desumibile detta preferenza dal prevalere di interessi pubblicistici su quelli privatistici, quali la tutela della par condicio creditorum, come sostenuto in un recente passato dalla giurisprudenza, quanto dal fatto che la priorità vada rintracciata nel contrasto all’attività imprenditoriale caratterizzata dall’utilizzo del metodo mafioso o dagli effetti sulle imprese dell’infiltrazione mafiosa. Proprio la questione della qualificazione dell’impresa «occasionalmente mafiosa» offre lo spunto per una serie di riflessioni sul contenuto precettivo dell’art. 34-bis cod. antimafia, ritenuta la norma-chiave per la risoluzione di ogni problematica sul tema.

                              

The recent presentation of the new Crisis and Insolvency Code has highlighted how one of the crucial issues for its effective introduction into the overall system of measures to be taken against companies in crisis and which have committed offenses consists mainly in resolving the criteria with which to apply the "principle of prevalence” between preventive measures, criminal real precautionary measures and the relationship with insolvency procedures.

The contribution offers an interpretation that highlights how this preference cannot be deduced from the prevalence of public interests over the private ones, such as the protection of the “par condicio creditorum” (the equal treatment of creditors), as upheld recently in case law, nor by the fact that the priority should be traced in the contrast to the entrepreneurial activity characterized by the use of the mafia method or by the effects of mafia infiltration on companies. Precisely the question as to the qualification of the company as occasionally being mafia-related  offers the opportunity for a series of reflections on the preceptive content of article 34-bis of the Antimafia Code, considered the key-rule for resolving every problem on the topic.


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