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Competenze penali del giudice di pace ed esigenze di protezione della vittima

Velentina Bonini

Archivio Penale
© dell'autore 2019
Ricevuto: 22 febbraio 2019 | Accettato: 08 marzo 2019 | Pubblicato: 11 marzo 2019


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Riassunto

L’articolo analizza la recente sentenza della Corte costituzionale n. 236 del 2018 con cui è stata dichiarata l’illegittimità della disciplina che assegna al giudice di pace la competenza a giudicare il reato di lesioni lievissime commesso in danno del figlio naturale, sulla base di una ingiustificata discriminazione rispetto al reato di lesioni commesso in danno del figlio adottivo, che, in quanto di competenza del Tribunale, può godere di protezione attraverso un ordine di allontanamento dalla casa familiare. Pur riconoscendo l’odiosa e ingiustificata disparità di disciplina, si segnala la delicatezza di una scelta, non priva dei connotati tipici della politica legislativa, che genera un effetto in malam partem, in ragione della prevalenza dell’interesse alla protezione della vittima.

 

The article offers an analysis of a recent judgment of Constitutional Court (n. 236/2018), which, declaring the illegitimacy of the discipline that assigns to the justice of peace the competence to judge the crime of very slight injuries committed in detriment of the natural son, on the basis of an unjustified discrimination with respect to the same crime committed against the adoptive son, who, being judged by the Tribunal, can be protected by a protection order to move away from the family home. Recognizing the hateful and unjustified disparity of discipline, the Author notes the delicacy of a choice, not without the typical connotations of legislative policy, which generates effects in malam partem, due to the prevalence of interest in protecting the victim.


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