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Di quali saperi abbiamo bisogno? La conoscenza tecnico-scientifica nella collaborazione fra uffici requirenti e università

Daniela Piana

Archivio Penale pp. 198-218
DOI 10.12871/978886741315714 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 20 aprile 2014


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Riassunto

Si torna a parlare in generale del “governo” delle risorse umane e della costruzione di capacità e skills nel sistema sociopolitico italiano. Nessuno può negare, né sarebbe sostenibile, che la conoscenza giuridica non sia il filo dominante nel tessuto decisionale che innerva tutta l’azione giudiziaria e l’azione requirente nelle sue diverse forme quotidiane, tuttavia la scelta di escludere i tirocini e gli stage dagli uffici requirenti, in ottemperanza all’obbligo della riservatezza, è stata inquadrata in modo metodologicamente errato: il bisogno di saperi non giuridici, che a quello giuridico si affianchino per migliorare la gestione della giurisdizione e la gestione dell’ufficio, non è un elemento di discrimine fra funzione giudicante e funzione requirente. Saperi di primaria importanza, come quelli organizzativi, gestionali, economici, statistici, che non rientrano in prima battuta nei programmi di formazione giuridica e giudiziaria e di cui il personale amministrativo oggi impiegato negli uffici giudiziari italiani avverte un bisogno particolarmente stringente.


Sommario

1. Ripartire dai fatti. - 2. Giustizia e conoscenza: un rapporto antico, da ripensare. - 3. Il valore euristico dell’esperienza di collaborazione fra università e ufficio requirente. - 4. L’utilità di un ideal-tipo.

Percorso di valutazione

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