Diritto all'esame dei ricorsi e non discriminazione - Corte eur. dir. uomo, Sez. II, 8 aprile 2014, Dhabi c. Italia

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Due i profili di rilievo:
- il riconoscimento della lesione del diritto al processo equo nella sua declinazione di diritto all’esame effettivo del ricorso. Il caso è quello di un respingimento (non motivato) di una richiesta di rinvio pregiudiziale alla CGUE. In particolare la Corte rileva che “l’article 6 § 1 met à la charge des juridictions internes une obligation de motiver au regard du droit applicable les décisions par lesquelles elles refusent de poser une question préjudicielle” e più nello specifico “dans le cadre spécifique du troisième alinéa de l’article 234 du Traité instituant la Communauté européenne (soit l’actuel article 267 du Traité sur le fonctionnement de l’Union (TFUE)), cela signifie que les juridictions nationales dont les décisions ne sont pas susceptibles d’un recours juridictionnel de droit interne sont tenues, lorsqu’elles refusent de saisir la CJUE à titre préjudiciel d’une question relative à l’interprétation du droit de l’UE soulevée devant elles, de motiver leur refus au regard des exceptions prévues par la jurisprudence de la Cour de justice”. In sintesi: se il giudice di ultima istanza rigetta una questione pregiudiziale deve indicarne in motivi ed, in particolare, spiegare che ritiene il rinvio superfluo perché la disposizione è chiara o perché la questione è stata già trattata dalla Corte di Lussemburgo o, ancora, perché la questione proposta non è pertinente;
- la analisi del diritto alla non discriminazione. Il caso è quello di un tunisino residente a Marsala che si è visto negare l’"assegno familiare” essenzialmente sulla base della carenza di nazionalità italiana, malgrado fosse nelle condizione per ottenere l’assegno. La Corte ha ritenuto che non ci fosse alcuna giustificazione obiettiva e razionale, anche tenendo condo dell’ampio margine di discrezionalità riservato agli stati nella gestione degli affari economici e sociali, che legittimasse l’esclusione delle persone “légalement installés sur le territoire” solo sulla base della loro nazionalità.
In particolare la Corte ha osservato che “L’intéressé n’était pas un étranger séjournant sur le territoire pour une courte durée ou en violation de la législation sur l’immigration. Il n’appartenait donc pas à la catégorie des personnes qui, en règle générale, ne contribuent pas au financement des services publics et pour lesquelles un État peut avoir des raisons légitimes de restreindre l’usage de services publics coûteux – tels que les programmes d’assurances sociales, d’allocations publiques et de soins”.


S. R.