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Disorientamenti sul computo della prescrizione per il disastro innominato

Antonio Miriello

Archivio Penale pp. 686-697
DOI 10.12871/978886741577920 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 30 agosto 2015


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Riassunto

Con la decisione in commento la Suprema Corte ha definitivamente sancito la conclusione dello “storico” processo Eternit, dichiarando il reato estinto per prescrizione, maturata anteriormente alla sentenza di primo grado. Nel ribadire la validità degli orientamenti ermeneutici sul punto consolidatisi nel corso degli anni, la Corte di legittimità ha chiarito che la fattispecie di cui all’art. 434 c.p. ha ad oggetto un evento materiale, il disastro, inteso come fatto distruttivo di proporzioni straordinarie qualitativamente idoneo a mettere in pericolo la incolumità pubblica e che -pertanto- ai fini dell’individuazione della data di consumazione del reato e della decorrenza dei termini di prescrizione, deve aversi riguardo al momento di cessazione delle condotte pericolose che hanno dato origine ed alimentato la situazione di pericolo e non già agli effetti che da quelle condotte sono derivati.


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