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Gli eventi del reato di atti persecutori tra disorientamenti applicativi ed apporto delle scienze empirico-sociali

Attilio Nisco

Archivio Penale pp. 233-245
DOI 10.12871/978886741315716 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 20 aprile 2014


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Riassunto

Il reato di “atti persecutori”, previsto dall’art. 612-bis c.p. (c.d. “stalking”), è prevalentemente interpretato come reato d’evento. Tuttavia, i criteri elaborati dalla giurisprudenza per accertare i tre eventi alternativi di questo reato non sono idonei a fugare i dubbi di incostituzionalità per indeterminatezza. Tale situazione può esser dovuta al fatto che la stessa fattispecie vale anche quale presupposto di misure di prevenzione e di misure cautelari, per la cui applicazione non si ritiene necessario accertare un “evento” in senso penalistico. Essa, però, è anche frutto di un insufficiente ricorso al sapere psichiatrico e sociologico.


Sommario

1. Premessa. - 2. L’erosione dell’evento nell’interpretazione corrente. - 3. La definizione dei singoli eventi. - 3.1. Il fondato timore. - 3.2. L’ansia e la paura. - 3.3. L’alterazione delle abitudini di vita. - 4. Conclusioni.

Percorso di valutazione

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