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I confini del falso tra simulazione di reato e calunnia

Ilaria Merenda

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 14 dicembre 2018 | Accettato: 20 dicembre 2018 | Pubblicato: 26 dicembre 2018


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Riassunto

Il lavoro offre un’inedita lettura dei rapporti tra la fattispecie di simulazione di reato e quella della calunnia, al fine di superare le incertezze, registrate sia in dottrina che in giurisprudenza, nel delineare con sufficiente precisione i confini delle due figure criminose.

In questa prospettiva, si è deciso di abbandonare l’approccio tradizionale che rintraccia il discrimen tra le due incriminazioni nel requisito dell’incolpazione personale: se ne ricava una diversa ricostruzione che restringe l’ambito applicativo della calunnia ai soli casi in cui sussista il pericolo di una condanna ingiusta, e attribuisce, invece, alla fattispecie di cui all’art. 367 c.p. una funzione sussidiaria, quale norma di chiusura per il sistema dei reati di falsa denuncia.

 

This study provides a new interpretation of the relationship between the crime of “simulation of offence” and the “slander crime”, in order to overcome the uncertainties, recorded both in case law and in scholars, in delineating with sufficient precision the scope of the two criminal offences.

In this perspective, it was decided to abandon the traditional approach that establishes the difference between the two crimes in the requirement of personal blame: the result is to limit the use of “slander crime” only to those cases where there is a danger of an unjust sentence, and to recognize, instead, to article 367 of the Italian criminal code a subsidiary function, as a closing rule for the system of false reporting crimes.


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