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I diritti politici dei magistrati ed il divieto di iscrizione e partecipazione sistematica e continuativa ai partiti politici: una violazione del dettato costituzionale o una scelta bilanciata?

Paola Mazzina

Archivio Penale
© Pisa University Press 2018
Ricevuto: 19 novembre 2018 | Accettato: 22 novembre 2018 | Pubblicato: 22 novembre 2018


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Riassunto

IT Nel 2006 il legislatore, nel dare seguito alla riserva di legge contenuta nell’art. 98, co. 3, Cost., ha configurato come illecito disciplinare l’iscrizione e la partecipazione sistematica e continuativa ai partiti politici (dlgs. 109/2006 e successive modifiche). Sulla delimitazione del campo di azione del legislatore la Corte costituzionale si è pronunciata ancora di recente con la sent. 170/2018. Il lavoro, da una parte ricostruisce il dibattito in Assemblea costituente ed esamina il panorama istituzionale e politico nel quale si inserisce la disciplina legislativa dichiarata legittima dalla Corte; e, dall’altra, rappresenta i nodi ancora da sciogliere in materia.

 

EN During 2006 legislator classed as violation of discplinary rules the affiliation and ‘continuous and systematic’ partecipation of judges in political parties. The legislative decree n. 106/2006 and subsequent amandments (and additions) implemented the statutory reservation of powers under article 98 (3) of Italian Constitution. Recently Constitutional Court took up on the boundiaries of legislator on this area when it adopted sentence n. 170/2018. Faced with this situation, the article firstly re-contructs the debate within Constituent Assembly and it examines current legislative framework which has been declared legitimate constitutionally. Secondly it focuses on the challenges to be met on this matter.


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