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I fratelli minori di “Scoppola” davanti al giudice dell’esecuzione per la sostituzione dell’ergastolo con trent’anni di reclusione

Marco Gambardella

Archivio Penale pp. 322-329
DOI 10.12871/978886741315722 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 20 April 2014


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Riassunto

Con la sentenza Scoppola c. Italia del 17 settembre 2009, la Corte di Strasburgo, ha ritenuto che il giudice italiano con l’applicazione dell’art. 7 d.l. 24 novembre 2000, n. 341 ha violato l’art. 7, co. 1, C.e.d.u., perché non ha accolto il principio di retroattività della lex mitior, considerato questo ultimo un diritto fondamentale della persona; sicché lo Stato italiano è tenuto a sostituire l’ergastolo inflitto al ricorrente all’esito del giudizio abbreviato, con una pena di trenta anni di reclusione, accostandosi così alla c.d. “revisione europea” introdotta dalla sentenza additiva della Corte costituzionale n. 113 del 2011.


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