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I modi di riformare la giustizia

Alfredo Bargi

Archivio Penale pp. 403-410
DOI 10.12871/97888674157794 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 30 agosto 2015


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Riassunto

L’Autore discute in maniera critica i progetti di riforma in risposta ai continui moniti europei, definisce l’incedere della riforma lento e a “scacchiera”, che nulla ha a che vedere con una risposta organica, in grado di riportare in equilibrio il sistema. I passaggi che l’Autore pone in rassegna riguardano inizialmente la sostanziale continuità assiologica della tecnica normativa del più recente passato, infatti, le riforme rispondono, ai sussulti emotivi dell’opinione pubblica a fronte di eventi delittuosi di particolare gravità o ad indirizzi imposti dalla giurisprudenza sovranazionale o costituzionale. Incentra successivamente l’attenzione sulla legge delega 28 aprile 2014, n. 67, ed in fine, sull’incompleta attuazione della legge delega 23 dicembre 2014 ed i suoi limiti riformistici.


Sommario

1. Il discutibile metodo di legiferare “per piccoli passi” ed “a scacchiera”. La mancata svolta culturale del nuovo progetto di riforma penale. - 2. La sostanziale continuità assiologica della tecnica normativa del più recente passato. Un’occasione mancata: l’eliminazione delle distorsioni “emergenziali” del procedimento probatorio. - 3. La legge delega 28 aprile 2014, n. 67 tra sussulti garantisti e tecniche di tutela repressiva. - 4. L’incompleta attuazione della legge delega 23 dicembre 2014 ed i suoi limiti riformistici. La contestuale parallela copiosa produzione novellistica.

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