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Il diritto di morire come diritto umano? Brevi riflessioni sul potere di individuazione del best interest, sull’aiuto alla dignità di chi ha deciso di uccidersi e sulle discriminazioni nell’ottenere la morte

Giovanna Razzano

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 26 ottobre 2018 | Accettato: 29 ottobre 2018 | Pubblicato: 30 ottobre 2018


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Riassunto

Lo scritto muove dalla considerazione di alcuni casi – quelli di Alfie Evans, di Charlie Gard, di Isaiah Haastrup e di Fabiano Antoniani (c.d. DJ Fabo) - tutti concernenti problematiche di fine vita, per riflettere sulle relative decisioni giurisprudenziali alla luce dei principi costituzionali. Viene rimarcata la gravità di decisioni che, nell’estromettere radicalmente i genitori dalle scelte terapeutiche concernenti la vita dei propri figli e nell’affermare in capo alle strutture sanitarie e ai giudici il potere di individuare il best interest dei figli, esprimono una sorta di paternalismo giudiziale e una forma di statalismo etico. Si sottolinea poi la pesante contraddittorietà del sistema giuridico europeo imperniato attorno alla CEDU, ove interpretato in modo da permettere, da un lato, l’interruzione di cure vitali in casi clinici terapeuticamente controversi, persino contro il parere dei genitori, e, dall’altro, in nome dell’autodeterminazione, un presunto diritto di morire e di fornire una forma di aiuto a tal fine. Quanto a quest’ultimo, si discute se possa davvero qualificarsi come «un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società», ex art 4 Cost. Un particolare approfondimento viene dedicato al secondo comma dell’art. 32 Cost., alle relative interpretazioni e alla loro conformità a Costituzione. Infine si analizza la giurisprudenza della Corte di Strasburgo concernente l’art. 2 CEDU, con particolare riguardo al tema delle presunte discriminazioni nell’ottenere la morte.

 

The work moves from the consideration of some cases - those of Alfie Evans, Charlie Gard, Isaiah Haastrup and Fabiano Antoniani (c.d. DJ Fabo) - all concerning end-of-life issues, to reflect on the related case law in the light of constitutional principles. It is stressed the seriousness of decisions that have radically excluded parents from choices regarding the lives of their children and have affirmed the exclusive power of health structures and judges to identify the best interest of the children, expressing a kind of judicial paternalism and a form of ethical statalism. It is also critically looked the ECHR legal system, when interpreted in such a way as to allow, on the one hand, the interruption of vital care in controversial clinical cases, against the parents' opinion, and on the other, in the name of self-determination, as to allow an alleged right to die and to use someone else’s collaboration aimed at the production of death. As for the latter, a problem is that to qualify this kind of “help” as an activity or a function that contributes to the material or spiritual progress of society", ex Article 4 Const. Furthermore, the work focuses on the second paragraph of art. 32 of the Constitution and related interpretations. Finally the Author analyzes the case law of the Court of Strasbourg concerning the art. 2 ECHR, with particular reference to the alleged discrimination in obtaining death.

 


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