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La ragionevolezza del dubbio nel delitto di calunnia: criterio di accertamento del dolo o espediente per una responsabilità sostanzialmente colposa?

Veronica Manca

Archivio Penale pp. 523-538
DOI 10.12871/978886741711715
Pubblicato: 01 luglio 2016


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Riassunto

Con il presente contributo si propone un’analisi dello stato dell’arte della giurisprudenza di legittimità riguardo alla questione dell’incidenza del dubbio rispetto all’integrazione del dolo diretto nel delitto di calunnia. Prendendo le mosse da una recente pronuncia della Sesta Sezione Penale, si è esaminata, in termini critici, l’interpretazione restrittiva della Corte di cassazione con la quale esclude il dolo della calunnia solamente nel caso in cui il dubbio sulla colpevolezza assuma i connotati di ragionevolezza e serietà: si introduce, infatti, per tale via, un canone di valutazione dell’elemento soggettivo sostanzialmente riconducibile ai requisiti tipici della colpa.


Sommario

1. La peculiarità del caso concreto. Le questioni in esame. - 2. La prima quaestio iuris: la cd. falsità parziale. - 3. La seconda quaestio iuris: l’incidenza del dubbio sull’innocenza. - 3.1. Gli orientamenti della giurisprudenza. Il dubbio ragionevole. - 3.2. Il punto di vista della dottrina: la ragionevolezza come espediente per un’imputazione soggettiva surrettiziamente colposa? - 4. Ulteriore ipotesi di confine: il dolo eventuale. Brevi cenni. - 5. Osservazioni conclusive.

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