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La riforma delle intercettazioni e le sue ricadute sulla conclusione delle indagini preliminari

Stefano Ciampi

Archivio Penale
© dell'autore 2020
Ricevuto: 28 agosto 2020 | Accettato: 03 settembre 2020 | Pubblicato: 10 settembre 2020


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Riassunto

La recente riforma delle intercettazioni consacra il tratto finale delle indagini preliminari a sedes tipica di acquisizione del captato. In particolare, per effetto della novella, la disciplina recata dall’art. 415-bis c.p.p. si staglia quale matrice di un vero e proprio micro-procedimento, di “una fase tra le fasi”, caratterizzata da autonomia strutturale e funzionale. Un’evoluzione che segna la progressiva erosione dell’iconografia dell’istituto quale semplice garanzia difensiva, a tutto vantaggio di una dimensione olistica, incentrata su un confronto articolato, sfaccettato, poliedrico tra pubblico ministero e persona sottoposta alle indagini preliminari, funzionale all’assunzione, da parte del magistrato inquirente, di determinazioni la cui rilevanza è strategica per il seguito del procedimento. Ne esce ravvivato il dibattito sugli adempimenti che devono precedere l’elevazione dell’accusa, sia nel procedimento ordinario, sia nei riti speciali, sia in quelli extra codicem.


Wiretapping Reform and Conclusion of Preliminary Investigations 

The recent wiretapping law (Decree-Law 30 December 2019, n. 161, converted, with modifications, into Law 28 February 2020, n. 7) fixes the end of preliminary investigations as a stage in which to gather the results of the interceptions of communications. The reform gives new life to the debate on the role of the notice to the suspect on the conclusion of preliminary investigations, both in ordinary process and in special proceedings.


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