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La rilevanza delle best practices nell’acquisizione della digital evidence alla luce delle novelle sulla cooperazione giudiziaria

Andrea Colaiocco

Archivio Penale
© dell'autore 2019
Ricevuto: 16 gennaio 2019 | Accettato: 29 gennaio 2019 | Pubblicato: 30 gennaio 2019


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Riassunto

Le recenti riforme in materia di cooperazione giudiziaria pongono nuove problematiche in ordine all’invalidità della prova digitale acquisita all’estero. Dopo aver richiamato la rilevanza, ai fini della inutilizzabilità, dell’acquisizione in Italia della digital evidence senza il rispetto delle best practices, viene analizzata la sanzione processuale per la violazione delle best practices nelle operazioni compiute all’estero sia attraverso la rogatoria internazionale sia attraverso l’ordine europeo di indagine. Si conclude che la sanzione applicabile nel processo italiano rimane, anche in siffatto caso, l’inutilizzabilità della prova digitale, ai sensi dell’art. 191 c.p.p.

Recent developments in judiciary cooperation arise new problems regarding the validity of the digital evidence that has been acquired outside national borders. After recalling the invalidity in the Italian system of the digital evidence that has been acquired without the respect of the best practices, the present work analyses the consequences in terms of validity in case of violation of the best practices in operations carried out outside national borders both through the letter rogatory and the European Investigation Order. In conclusion, in the Italian trial the consequence of such violation is the impossibility of utilisation of the digital evidence as stated in Article 191 of the Italian Code of Criminal Procedure.


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