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L’agente sotto copertura e reati contro la pubblica amministrazione: nuovi difetti e vecchi vizi

Filippo Raffaele Dinacci

Archivio Penale
© dell'autore 2020
Ricevuto: 23 aprile 2020 | Accettato: 29 aprile 2020 | Pubblicato: 04 maggio 2020


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Riassunto

La scelta legislativa di estendere la disciplina dell’agente sotto copertura anche a reati contro la pubblica amministrazione non tiene conto della specificità di quelle fattispecie in ordine a cui il già difficile confine tra l’attività di informazione e quella di istigazione si assottiglia ulteriormente. Il tema non involge solo forme di responsabilità penale dell’agente operante ma si riflette anche sull’utilizzabilità del risultato probatorio. Tali nuove criticità si aggiungono ai vecchi vizi rinvenibili nello scarso rispetto, in sede operativa, delle forme acquisitive del sapere giudiziale che costituiscono la proiezione di uno specifico comando costituzionale.


The undercover agent and crimes against the public administration: new flaws and old habits.


The legislative choice of extending the undercover agent’s regulation also to the crimes against the public administration doesn’t take into account the peculiarities of such offences, in respect of which the line between the intelligence activity and the instigation one is getting even more thinner. The subject doesn’t only involve forms of criminal liability of the operating agent, but it affects also the usability of the evidence. These new critical issues are added to the old habits that come from the lack of respect, at the operational level, of the acquisitive forms of judicial knowledge which constitute the projection of a specific constitutional command. 


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