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Neuroscienze sociali, comportamenti collettivi e diritto penale: appunti per una rimeditazione della causalità psichica sulle orme del processo “Grandi Rischi”

Francesco Barresi

Archivio Penale
© dell'autore 2019
Ricevuto: 11 aprile 2019 | Accettato: 03 maggio 2019 | Pubblicato: 10 maggio 2019


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Riassunto

Storicamente sviluppatosi nel contesto d’analisi delle forme di relazione intersoggettiva “tradizionali” (concorso di persone nel reato, fenomeni criminali associativi, ecc.), lo studio dell’interazione psichica tra individui si è arricchito, in tempi relativamente recenti, di nuove tematiche pressoché ignote al diritto penale classico: prima fra tutte, quella concernente lo studio degli effetti psichici collettivi causalmente riconducibili a condotte di tipo lato sensu “comunicativo”. Esemplare, in tal senso, la nota vicenda processuale che ha visto coinvolti alcuni dei componenti della Commissione Grandi Rischi, riunitasi a L’Aquila nel 2009, sulla base dell’assunto che l’«effetto tranquillizzante» delle affermazioni da essi rilasciate avesse indotto parte della popolazione aquilana a non adottare le consuete cautele in occasione del sisma verificatosi di lì a breve distanza di tempo, cagionandone così, colposamente, la morte. Il contributo si soffermerà, in particolare, sull’analisi delle varie teorie elaborate in ambito neuroscientifico in riferimento ai fenomeni di mass panic e crowd behavior, con specifico riguardo alle dinamiche di attaccamento e alla propagazione dell’informazione all’interno di gruppi di individui sottoposti a condizioni di stress ambientale. In conclusione, si tenterà di ricondurre i risultati della predetta analisi sul piano dell’accertamento del nesso causale, tentando di individuare, nel caso di specie, i difetti (e i rischi) insiti nell’adozione di un modello di spiegazione della causalità psichica fondato su una relazione lineare di tipo input-output tra comunicazione e comportamento collettivo.


Social neuroscience, collective behaviour and criminal law: notes for a remembrance of psychic causality in the footsteps of the process “Grandi Rischi”


Originally developed within the “traditional” forms of intersubjective relationship (complicity in a crime, criminal association phenomena, etc.), the study of the psychic interactions between individuals has been focused, in relatively recent times, on new themes almost unknown to classical criminal law. First of all, there is the topic of the analysis of collective psychic effects causally related to the mass communication. An exemplary case is the well-known trial that involved some members of the Italian “High Risk Commission” (“Commissione Grandi Rischi”) who has met in L’Aquila in 2009. According to the indictment, the “reassuring effect” of their statements would have induced a part of the population to not adopt the usual precautions during the earthquake occurred a few days later, in which many people died. The present article will focus on the analysis of various neuroscientific theories about the “mass panic” and “crowd behavior” phenomena, with particular reference to social attachment and propagation of information within groups of individuals under environmental stress. In conclusion, I will try to highlight, in the aforementioned case, the cons (and risks) linked to the adoption of a causal explanation model of psychic causality based on a linear input-output relationship between communication and collective behavior.


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