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Scienze e scienza penale L’integrazione tra saperi incommensurabili nella ricerca di un linguaggio comune

Maria Beatrice Magro

Archivio Penale
© dell'autore 2019
Ricevuto: 15 febbraio 2019 | Accettato: 06 marzo 2019 | Pubblicato: 11 marzo 2019


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Riassunto

La ricerca della verità nel diritto e nel processo penale si poggia sull’idea di un necessario fondamento empirico-fattuale delle categorie giuridico-penali. In passato, il pensiero normativista positivista, nella sua estrema teorizzazione, ha rivendicato una spiccata peculiarità ed autonomia del campo di studio del diritto che escludeva qualunque apporto del sapere extragiuridico. Oggi si è passati dall’autonomia del sapere giuridico alla dipendenza del metodo giuridico da altre discipline, dimenticando che il diritto presenta ineludibili affinità con le scienze dello spirito di tipo deontico, in quanto aspira a produrre un cambiamento e ad influire sul comportamento umano.  Nella ricerca della verità, le neuroscienze cognitive integrate, fondendo elementi propri sia delle scienze dello spirito che delle scienze naturali, possono fornire preziosi risultati in grado di contribuire ad accertamenti scientificamente affidabili. Tuttavia molti sono i limiti per un pieno dispiegarsi della prova neuroscientifica nel rispetto degli standard dettati dalle scienze naturali.  Ciò non esclude, anzi auspica, un rapporto di reciproca integrazione. Nel superamento della contrapposizione tra monismo e pluralismo metodologico, occorre individuare una lingua franca,  un linguaggio comune che costituisca il piano di incontro tra diversi saperi solo apparentemente incomunicabili, non dimenticando che il sapere giuridico richiede il possesso di una conoscienza  che è anche una virtù, un talento.

 

The research for the truth in the criminal law is based on the idea of the empirical-factual foundation of the legal-criminal categories. In the past, positivist normativist thinking, in its extreme theorization, has claimed a marked peculiarity  and autonomy that escluded any contribution of extra-judicial knowledge. Today we have gone from the autonomy of legal knowledge to the dependence of the juridical method from other disciplines, forgetting that  law presents ineluctable affinities with the deontic type sciences, because it aspires to influence human behavior. In the search for the truth, integrated cognitive neurosciences fusing  elements of both the sciences of the spirit and the natural sciences and can provide valuable results that contribute to scientifically reliable assessments. However, there are many limits for a full unfolding of neuroscientific evidence in compliance with the standards dictated by the natural sciences. This does not exclude, indeed hopes, a relationship of mutual integration. In the overcoming of the contrast between monism and methodological pluralism,it is necessary to identify a lingua franca, a common language that constitutes the meeting plan between different and incommunicable knowledges; but without forgotten that the legal knowledge requires the possession of a knowledge that is also a virtue, a talent.


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