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Esistono vincoli all’interpretazione delle norme processuali penali? Brevi riflessioni sollecitate da una decisione delle Sezioni unite in tema di intercettazioni

Ciro Santoriello

Archivio Penale
© dell'autore 2020
Ricevuto: 11 marzo 2020 | Accettato: 16 marzo 2020 | Pubblicato: 19 marzo 2020


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Riassunto

Il lavoro prende spunto da una decisione delle Sezioni unite relativa all’art. 270 c.p.p. ed inerente l’utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi rispetto a quello in cui le stesse sono state disposte.

Nel definire la questione la Cassazione adotta un metodo di interpretazione che comporta un distacco significativo rispetto alla lettera della legge. Da tale considerazione, l’autore sviluppa una riflessione sui metodi di interpretazione delle leggi processuali penali, evidenziando da un lato come, in ragione dell’inevitabile vaghezza del linguaggio legislativo, sia inevitabile riconoscere al giudice una significativa discrezionalità nella loro interpretazione e successiva applicazione e dall’altro come ciò non comporti una libertà assoluta ed insindacabile in capo al giudicante, in quanto, nei casi dubbi, lo stesso, in omaggio al principio del BARD, deve interpretare la disciplina processual-penalistica sempre in senso favorevole all’imputato ovvero nel senso di rendere più difficile la dimostrazione della sua responsabilità.


Are there any restrictions on the interpretation of penal procedural rules? Brief reflections prompted by a decision of the United Sections on interception

The work is inspired by a decision of the United Sections relating to art. 270 c.p.p. and inherent in the usability of the interceptions in different procedures than the one in which they were arranged.


In defining the matter, the Court of Cassation adopts a method of interpretation which involves a significant detachment from the letter of the law. From this consideration, the author develops a reflection on the methods of interpretation of the criminal procedural laws, highlighting on the one hand how, due to the inevitable vagueness of the legislative language, it is inevitable to recognize the judge a significant discretion in their interpretation and subsequent application and on the other hand, as this does not imply an absolute and unquestionable freedom for the judge, since, in doubtful cases, the same, in homage to the principle of the BARD, must interpret the procedural-penal discipline always in a sense favorable to the accused or in the sense of making it more difficult to demonstrate his responsibility.

 

 


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