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Il congedo dell’ultima ratio fra sistema sanzionatorio multilivello e penale totale: verso la pena come unica ratio?*

Francesco Forzati

Archivio Penale
© dell'autore 2020
Ricevuto: 11 marzo 2020 | Accettato: 27 marzo 2020 | Pubblicato: 30 marzo 2020


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Riassunto

Il congedo dell’ultima ratio dal sistema penale contemporaneo matura all’interno di un panpenalismo che assume marcati tratti di polimorfismo, nella misura in cui non si  traduce soltanto nella moltiplicazione delle norme,  degli illeciti e delle pene tradizionali, mava delineandouna ramificazione tentacolare dell’apparato punitivo ed una sua intrusione nei gangli vitali della società. A ciò provvedono strumenti prescrittivi e sanzionatori flessibili  che nascono dalla destrutturazione della legalità in senso formale, e dalla contaminazione giurisdizionale,  burocratico-amministrativa e sociale della fonte penale, cui fa da pendant  l’ universo sanzionatoriomultifunzionale d’importazione comunitaria chesovrappone sanzioni penali ed  amministrative, misurepunitive, patrimoniali ed interdittive, finalità specialpreventive e scopi risarcitori,  rendendo difficile l’individuazione persino dell’ordinamento a cui appartengono le sanzioni. Concomitanti spinte espansive – di natura endogena ed esogena – dello ius puniendi, dilatano l’area tradizionale della sanzione penalecompromettendo l’azione, e la stessa azionabilità,  del principio di ultima ratio: ilsuperamento del monismo legislativo statale e lo  sfaldamento dei meccanismi selettivi della tipicità,  incentrati sulla riserva assoluta di legge, sono causa ed effetto della moltiplicazionedei legislatori, delle fonti e dunque della normativa penale d’importazione. Il tramonto dell’ identità autarchico-statalista della legge penale e la sua sottrazione a meccanismi democratici di produzione, è (impropriamente) compensato daquel processo di autolegittimazione della norma punitiva sul piano quantitativo, che genera l’attuale Pan-nomia: produzione compulsiva di norme (penali) che nel nostro Paese ha trovato una sua peculiare manifestazione nelpenale totale, ossia in una forma di feticismo punitivo che si è tradotto nella penalizzazione integrale della vita sociale.  L’onda lunga del giustizialismo di Tangentopoli, radicalizzatosi nel populismo penale più recente, ha reso il penale strumento di governo e la panpenalizzazione un dogma socio-culturale: la pena ha assunto inflessioni etiche e la magistratura è assurta al ruolo di custode dell’etica pubblica e della moralità dei costumi. Il congedo dell’ultima ratio si abbina qui alla translazione della ragione punitiva in passione punitiva:  si fa così strada, con la cancellazione della prescrizione, l’idea dellasanzione in assenza di processo e/odella condanna al processo perpetuo. Prospettiva inedita che celebra il definitivo passaggio della pena da extrema ed ultima ratio in prima ed unica ratio.


The dismissal of the ultima ratio between multi-level sanctioning system and the total penalty: close to the punishment as the only ratio?


The dismissal of the ultima ratio from the contemporary penal system matures within an integral penalty that assumes polymorphism characteristics, because it does not only translate into the multiplication of the norms, the offenses and the traditional penalties, but is delineating a ramification of the punitive and his intrusion into the vital spaces of society.This is provided by flexible prescriptive and sanctioning tools that arise from the deconstruction of legality in a formal sense, and from the judicial, administrative and social contamination of the criminal source, which is complemented by the multifunctional sanction European which confuses criminal and administrative sanctions, punitive, patrimonial and disqualification measures, special preventive and compensatory purposes, making it difficult to identify even the order to which the sanctions belong.Concomitant expansive thrusts - of an endogenous and exogenous nature - of the ius puniendi, dilate the traditional area of ​​the penal sanction compromising the action, and the operability itself, of the principle of ultima ratio: the overcoming of State legislative monism and the breakdown of selective mechanisms of the typicality, centered on the absolute reserve of the law, are the cause and effect of the multiplication of the legislators, of the sources and therefore of the penal import legislation.The decline of the autarchic-statist identity of the criminal law and its subtraction from democratic production mechanisms is (improperly) compensated by that process of self-legitimation of the punitive norm on a quantitative level, which generates the current Pan-nomia: production compulsive norms (penalties) which in our country have found their own particular manifestation in total penalties, that is a form of punitive fetishism which has resulted in the integral penalization of social life. The long wave of Tangentopoli's justicialism, radicalized in the most recent criminal populism, has made the criminal instrument of government and total-penalization a socio-cultural dogma: the penalty has taken on ethical inflections and the magistracy has risen to the role of guardian of public ethics and morality of morals. The dismissal of the ultima ratio is combined here with the translation of the punitive reason into a punitive passion: with the cancellation of the prescription, the idea of ​​the sanction in the absence of a trial and / or the sentence to perpetual trial is made way. Unpublished perspective that celebrates the definitive passage of penalty, from extrema and ultima ratio to the first and only ratio.

 


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