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Il legislatore scopre ‘ancora una volta’ il concordato sui motivi d’appello e ‘per la prima volta’ la prova orale nell’immediatezza

Daniela Chinnici - Caterina Scaccianoce

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 14 giugno 2018 | Accettato: 25 giugno 2018 | Pubblicato: 27 giugno 2018


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Riassunto

Il contributo affronta le due novità in tema di appello penale. In particolare quanto al concordato sui motivi d'appello, reinserito dal legislatore del 2017, l’A., dopo un'analisi della fisionomia dell’istituto, mette in luce gli aspetti controversi dei profili inediti dell'ultima edizione, si sofferma sulle reazioni della dottrina, infine indicando possibili prospettive di applicabilità del congegno.

Sulla disciplina della prova dichiarativa l’analisi si snoda lungo tre direttrici. Dapprima, una assai breve messa a fuoco del giudizio di seconde cure, illuminandone scopo e modalità; poi, la lettura europea sul diritto dell'imputato alla prova nell'appello, dopo Dan contro Moldavia; quindi, la traduzione della rinnovazione istruttoria nel “diritto vivente” interno e l'approdo della “riforma Orlando”, con il co. 3-bis dell'art. 603 c.p.p., sottolineandone i profili critici.


The contribution deals with the two new issues in the field of criminal appeal. In particular as to the agreement on the grounds, the legislator of 2017 discovers once again the agreement on the grounds for appeal. The A, after having dwelt on the physiognomy of the Institute, highlights the controversial aspects of the new Edition's profiles, then analyzes the reactions of the doctrine and the prospects of applicability of the device.

On the discipline of the declarative test the analysis runs along three lines. First the focus of the judgement of second cures, illuminandone purpose and modality; Then, the translation of the probative discipline into the "living right" inside, and, in the last developments to the "point of no Return" Dan C. Moldova.


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