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Il problema della confessione estorta nel quadro del dibattito sulla tortura giudiziaria

Elena Maria Catalano

Archivio Penale
© dell'autore 2019
Ricevuto: 22 febbraio 2019 | Accettato: 07 marzo 2019 | Pubblicato: 11 marzo 2019


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Riassunto

Una riflessione sul tema della confessione estorta si snoda inevitabilmente tra i due poli costituiti, da un lato, dalla cornice garantista del nostro processo penale, dall’altro, dalla presenza di zone grigie e di erosioni striscianti del divieto di mezzi coattivi di escussione delle fonti di prova personali, riscontrabili soprattutto nella fase delle indagini preliminari. La mancanza di un adeguato approfondimento psicologico in ordine all’assunzione e alla valutazione della prova accentua l’impatto delle prassi borderline sulla tenuta del principio di legalità, sul comune sentire della collettività e sull’assetto complessivo dei rapporti tra individuo e autorità.

 

Privilege against self-incrimination is a fundamental pillar of our criminal justice system. However, borderline practices and pretrial detention can be regarded as the functional equivalent of an attempt to obtain an involuntary confession from a prisoner by torturous methods. Borderline practices can seriuosly undermine the rule of law as well as the freedom of the individual from the oppressive power of  the State.


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