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La conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico nella normativa antiterrorismo

Patrizia Caputo

Archivio Penale pp. 28-43
DOI 10.12871/97888674166083 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 01 maggio 2016


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Riassunto

Il d.l. 18 febbraio 2015, n. 7, convertito nella l. 17 aprile 2015, n. 43, ha introdotto una sorta di nuovo “statuto” della prova informatica e telematica dedicando particolare attenzione alla conservazione dei dati traffico, al fine di contrastare gravi reati di terrorismo e criminalità organizzata. Le modifiche al sistema previgente, tuttavia, sono state accolte con reazioni di segno diametralmente opposto: da un lato vi è chi le ha ritenute condivisibili e conformi a quanto previsto dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Digital Rights Ireland Ltd, dall’altra vi sono coloro che invece hanno visto nell’allungamento dei tempi di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico una preoccupante alterazione dell’equilibrio tra privacy e sicurezza.


Sommario

1. Premessa - 2. Il nuovo regime di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico a fine di repressione e accertamento dei reati. – 3. Il nuovo regime di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico a fine di prevenzione dei reati. – 4. L’acquisizione di documenti e dati informatici all’estero. – 5. Conclusioni.

Percorso di valutazione

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