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La disinformazione ai tempi dei social media: una nuova sfida per il diritto penale?

Marta Lamanuzzi

Archivio Penale
© dell'autore 2020
Ricevuto: 18 marzo 2020 | Accettato: 23 marzo 2020 | Pubblicato: 27 marzo 2020


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Riassunto

Il presente contributo mira a indagare la necessità e l’opportunità del ricorso alla sanzione penale per contrastare la disinformazione, un fenomeno antico che, con l’avvento dei social media, ha assunto sembianze nuove e potenzialità lesive senza precedenti. L’analisi, condotta con particolare riferimento alle notizie che producono distorsione dell’opinione pubblica e a quelle in materia di cure e vaccini, mette in luce come l’introduzione di nuove fattispecie incriminatrici mal si concilierebbe con i principi di extrema ratio, offensività, determinatezza e precisione, deponendo nel senso della preferibile valorizzazione di strategie di carattere preventivo-culturale.

 

This paper aims to investigate the necessity and opportunity to resort to criminal sanctions to tackle disinformation, an ancient phenomenon that, with the advent of social media, has taken new forms and gained unprecedented damaging potentials. The analysis, focusing on news that distort public opinion and on those concerning health care and vaccines, highlights that the introduction of new crimes would hardly respect the principles of extrema ratio, offence and precision, and puts forward the preferred solution of valuing preventive-cultural strategies.


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