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La finalità preventiva del 41-bis O.P. tra misure di prevenzione e custodia di sicurezza: suggestioni de iure condendo

Veronica Manca

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 25 marzo 2018 | Accettato: 11 aprile 2018 | Pubblicato: 12 aprile 2018


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Riassunto

Con il presente contributo, l’autrice propone delle riflessioni critiche in ordine ad una recente pronuncia della Corte di cassazione con cui i giudici di legittimità hanno affrontato la compatibilità del regime del “carcere duro” rispetto ai princìpi costituzionali informanti il diritto di difesa ed il giusto processo. Prendendo le mosse dalle principali ricostruzioni concettuali dell’art. 41-bis O.P., l’autrice sviluppa delle considerazioni sulla natura dell’istituto, definito strutturalmente come“ibrido”, dato che il regime di detenzione speciale partecipa ai presupposti applicativi sia delle misure di prevenzione sia delle misure di sicurezza e della pena. Nella parte conclusiva, l’autrice tenta di suggerire delle proposte de iure condendo, in un’ottica di ripensamento del 41-bis O.P. in termini costituzionalmente orientati.

 

In this paper, the author proposes critical reflections about a recent judgment of the Supreme Court in wich the judges have decided about the compatibility of the “strong imprisonment” (article 41-bis) with the costitutional rules of right to defense and the fair trial. Starting from the main conceptual reconstructions of the art. 41-bis O.P., the author develops considerations on the nature of this institute, defined structurally as a rule “hybrid”: the special detention regime participates in the application conditions of both prevention measures and security measures and punishment. In the conclusions, the author tries to suggest proposals “de iure condendo”, rethinking 41-bis O.P. in constitutionally oriented terms.


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