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La proporzione innova il tradizionale approccio al tema della prova: luci ed ombre della nuova cultura probatoria promossa dall’ordine europeo di indagine penale

Fabiana Falato

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 15 gennaio 2018 | Accettato: 17 gennaio 2018 | Pubblicato: 18 gennaio 2018


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Riassunto

Il d.lgs. 21 giugno 2017, n. 108 innova, sia pure con luci ed ombre, l’approccio tradizionale al tema della circolazione della prova. Da un lato, il legislatore promuove la nuova “dimensione probatoria” del mutuo riconoscimento, che consente l’acquisizione della prova nello spazio giuridico europeo con utilizzabilità nella giurisdizione  diversa da quella dove la prova è stata raccolta, prevede la regola della prevalenza della lex loci sulla lex fori ma, allo stesso tempo, autorizza che le relazioni tra queste siano lasciate alla volontà dello Stato di emissione; dall’altro, riconosce al principio di proporzione la natura di elemento della legalità del procedere probatorio nelle occasioni in cui l’acquisizione dell’atto di indagine o della prova si manifesti con attività intrusive nelle libertà e nei diritti procedurali della persona e l’aggressione non è giustificata da fatti di particolare gravità. In questi termini, la proporzionalità si propone come insieme dell’impegno a riconoscere gli atti probatori compiuti secondo i diversi sistemi e della tutela delle garanzie procedurali: intaccate le seconde, viene meno il primo. Si realizza così il dominio della proporzione sul reciproco riconoscimento, ogniqualvolta il bilanciamento di valori proposto dallo strumento del mutuo riconoscimento – in questo caso, dall’OEI – è cedevole rispetto ai diritti ed alle libertà dell’individuo.

 

The legislative decree June 21st 2017, n. 108 innovates, albeit with lights and shadows, the traditional approach to the subject of the circulation of proof. On the one hand, the legislator promotes the new probative dimension of mutual recognition, which allows the acquisition of evidence in the European legal space with usability in the jurisdiction other than where the evidence was collected, provides for the rule of the prevalence of lex loci on lex but at the same time authorizes that the relations between these are left to the will of the issuing State; on the other hand, it recognizes the principle of proportion as the element of the legality of the probative proceeding on occasions when the acquisition of the act of investigation or of the evidence manifests itself through intrusive activities in the liberties and procedural rights of the person and aggression. It is not justified by particularly serious facts. In these terms, proportionality is proposed as a whole of the commitment to recognize the probative acts performed according to the different systems and the protection of procedural guarantees: the second ones are affected, the first one fails. Thus the domain of proportion is achieved on mutual recognition, whenever the balancing of values ​​proposed by the instrument of mutual recognition - in this case, by the EIO - is yielding with respect to the rights and freedoms of the individual.


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