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La riforma c.d. “Orlando” tra istanze di rinnovamento e retaggi emergenziali della politica del “doppio binario”

Alfredo Bargi

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 10 maggio 2018 | Accettato: 13 maggio 2018 | Pubblicato: 14 maggio 2018


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Riassunto

Il contributo si propone di porre in luce le linee assiologiche della recente riforma c. d. “Orlando” per cogliere le sottese linee della politica del diritto alla base delle numerose innovazioni di dirtto penale sostanziale e processuale. In tale ottica risaltano la poliedrica matrice culturale delle fonti – il diritto giurisprudenziale nazionale e convenzionale oltre ai risultati della Commissione Canzio – che ha dato luogo ad un ibrido normativo, non sempre attento alla coerenza sistematica e connotato da un’approssimativa tecnica legislativa. Il frequente ricorso a formule normative vaghe ed elastiche ha lasciato ampi spazi alla discrezionalità dell’interprete, con pregiudizio del principio di certezza del diritto, vale a dire della prevedibilità delle decisioni, sì da pregiudicare l’effettività dei controlli idonei a porre rimedio a eventuali patologie dell’esercizio del potere discrezionale. L’analisi delle diverse novità ha posto in luce in materia sostanziale  il non sempre giustificato appesantimento sanzionatorio in funzione di crescente formalismo pampenale; in quella processuale,  accanto a condivisibili modifiche in senso garantista - principalmente in tema di struttradella sentenza e del sistema delle impugnazioni – il diffuso condizionamento da parte della suggestione “energenziale” della politica del “doppio binario”, soprattutto nella nuova disciplina delle intercettazioni e dell’esame a distanza, con ricadute negative sul diritto di difesa e, più in generale, sull’effettività del modello del giusto processo.      

 

The contribution aims to highlight the assiologiche lines of the recent reform C. D. " Orlando "to seize the underlying lines of the law policy underlying the numerous innovations of substantive and procedural criminal offence. In this vein, the multifaceted cultural matrix of the sources is emphasized – the national and conventional jurisprudential law in addition to the results of the Canzio Commission – which has given rise to a normative hybrid, not always attentive to systematic coherence and It is connoted by a approximate legislative technique. The frequent use of vague and elastic normative formulas has left ample space for the discretion of the interpreter, with prejudice to the principle of legal certainty, that is to say the predictability of the decisions, so as to undermine the effectiveness of Appropriate controls to remedy any pathologies of the exercise of discretionary power. The analysis of the various novelties has placed in light in substantial matter the not always justified sanctions weighting in function of increasing pampenale formalism; In that trial, next to shareable changes in a guaranteed sense-mainly on the subject of the structure of the sentence and the system of appeals-the widespread conditioning by the suggestion "emergency" of the policy of "double , especially in the new discipline of interception and remote examination, with negative effects on the right of defence and, more generally, on the effectiveness of the model of the right process.     


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