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Le lenti del formalista e i silenzi del legislatore. Sull’utilizzazione delle intercettazioni per l’accertamento di reati diversi

Alessandro Pasta

Archivio Penale
© dell'autore 2020
Ricevuto: 11 maggio 2020 | Accettato: 21 maggio 2020 | Pubblicato: 22 maggio 2020


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Riassunto

L’interpretazione del primo comma dell’art. 270 c.p.p. ha diviso gli interpreti sin dall’introduzione del codice Vassalli. La disposizione non è formulata in modo lineare, e in essa compaiono termini relativi, che pongono peculiari problemi agli interpreti. L’importanza dei valori in gioco ha contribuito a rendere le dispute ancor più accese. L’autore, dopo aver dato conto dei principali orientamenti esegetici, ne evidenzia i limiti, proponendo una lettura che fa leva sui presupposti impliciti della disposizione, recentemente oggetto di una modifica normativa.  


The formalist’s lenses and the legislator’ silence. On the use of wiretaps to detect crimes different from those for which wiretaps were disposed.


The interpretation of the first subsection of clause 270 Criminal Procedure Code has divided the interpreters of law ever since the Vassalli Code was issued. The clause is not linear, and it features relative terms which pose peculiar problems to the interpreters. The importance of the values involved has contributed to spark a debate. The author, after listing the main exegetical orientations, highlights its limits, proposing an interpretation based on the implicit assumptions of the clause, recently modified by law.


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