articolo pubblicato | articolo in abbonamento
Sottoposto a Peer review

L’effettività della tutela dei diritti dell’uomo: le Sezioni unite aggiungono un tassello

Roberta Aprati

Archivio Penale pp. 709-719
DOI 10.12871/97888674176986 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 20 dicembre 2016


L'intero articolo è disponibile per gli abbonati


Riassunto

Lo scritto analizza la pronuncia delle Sezioni unite Dasgupta nella quale ci si interroga su come intervenire in Cassazione – in mancanza di uno specifico motivo di ricorso – se non sia stato rispettato il divieto di condannare in appello senza che siano escusse le prove testimoniali decisive che in primo grado avevano invece giustificato una assoluzione. In particolare si mettono in evidenza le ragioni sottese alla decisione della Corte, secondo cui ogni nuova regola processuale che viene introdotta dall’interpretazione convenzionalmente ha già un suo regime giuridico, che è quello proprio della tipologia di prescrizione che di volta in volta viene immessa nel sistema, così che si debba escludere la configurabilità di un autonomo vizio di violazione della C.e.d.u. rilevabile d’ufficio in cassazione.


Sommario

1. Premessa. - 2. La mappatura: il diritto consolidato. - 3. La fase pregiudiziale: la compatibilità fra Cedu e Costituzione. - 4. La comparazione: la disomogeneità fra Cedu e sistema interno. - 5. La fase correttiva: l’interpretazione “autentico-esempli)cativa”. - 6. Il nuovo dato: l’e*ettività dei diritti convenzionali va tutelata nel corso del processo con i normali rimedi processuali interni.

Percorso di valutazione

Peer reviewed. Certificazione della qualità


L'intero articolo è disponibile per gli abbonati