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Legalità, prevenzione e repressione nella lotta alla corruzione

Paola Severino

Archivio Penale pp. 635-641
DOI 10.12871/97888674176981 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 20 dicembre 2016


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Riassunto

Il fenomeno corruttivo ha mostrato nel tempo un mutamento di fisionomia, e ad esso corrisponde il nuovo volto del contrasto alla corruzione nel sistema italiano. Se da un lato si è registrata una corruzione sistemica e internazionale, dall’altro si è diffusa l’idea che essa incida anche sull’economia pubblica e la leale concorrenza tra imprese, oltre che sul buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione. La tradizionale strategia di contrasto della corruzione si è imperniata su una leva repressiva attraverso un intenso lavorio legislativo indirizzato all’inasprimento delle sanzioni e al rafforzamento della disciplina attraverso l’introduzione di nuove figure di reato. Il vero cambio di passo si è delineato con la valorizzazione della leva preventiva a partire dalla l. 6 novembre 2012, n. 190 e l’istituzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, volendo con ciò rafforzare all’interno della stessa pubblica amministrazione l’etica della responsabilità spingendo la struttura organizzativa a dotarsi delle cautele e degli strumenti necessari per minimizzare i rischi di verificazione del reato. Il deciso antidoto alla corruzione, tuttavia, è solo quello che affianca alla repressione e alla prevenzione, il più efficace strumento della diffusione della cultura della legalità.


Sommario

(. L’evoluzione della strategia di contrasto della corruzione in Italia. - 2. La leva repressiva. - 3. La leva preventiva. - 4. Il terzo pilastro: la cultura della legalità.

Percorso di valutazione

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