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Nuova responsabilità civile dei magistrati e rimessione del processo

Giulia Cagnazzo

Archivio Penale pp. 1031-1038
DOI 10.12871/978886741611017 | © Pisa University Press 2016
Pubblicato: 20 dicembre 2015


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Riassunto

I nodi della l. 25 febbraio 2015, n. 18 vengono al pettine della Corte di cassazione fornendo spunti di riflessione già numerosi per la vita relativamente breve delle modifiche apportate alla disciplina. Secondo l’Autrice, la novellata responsabilità civile dei magistrati si incontra con il tema della rimessione del processo, e la sesta Sezione della Suprema Corte, inserendosi nel solco già tracciato dall’ordinanza delle Sezioni unite del 2003, chiarisce circa l’inidoneità della proposizione di più azioni risarcitorie intentate dall’imputato che si ritiene danneggiato da un giudice a costituire la grave situazione locale necessaria per la rimessione del processo. La decisione si pone a ridimensionare i timori da più parti palesati e acuiti dall’abrogazione del cd filtro giudiziale ex art. 5 legge n. 18 del 2015, tranquillizzando circa il mantenimento della responsabilità indiretta dello Stato e la impossibilità di giudicare il magistrato quale debitore della parte, a garanzia del rispetto dell’indipendenza della magistratura.


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