articolo pubblicato | open access
Sottoposto a Peer review

Obblighi europei, resistenze giurisprudenziali e negazione dei diritti: Contrada è figlio unico

Filippo Raffaele Dinacci

Archivio Penale
© dell'autore 2020
Ricevuto: 27 agosto 2020 | Accettato: 31 agosto 2020 | Pubblicato: 10 settembre 2020


L’intero articolo è disponibile


Riassunto

In sede operativa emerge la pericolosa tendenza a coniare forme di interpretazione giuridica che limitano il riconoscimento di specifici diritti. Qui il rapporto giudice-legge si connota per indebiti espansionismi del formante giudiziario che conducono a svolte autoritarie che traggono probabilmente origine da ideologie specialpreventive non sempre in linea col comando giuridico. E quando ciò accade con riferimento a diritti riconosciuti in sede europea, peraltro affermati anche dalla Carta dei valori, le “libertà” esegetiche generano insubordinazioni e violano quell’obbligo di “massimizzazione” delle tutele conducendo ad un’inaccettabile giustizia del caso singolo in violazione del dovere costituzionale di garantire un’eguaglianza processuale. 


European obligations, jurisprudential resistance and denial of rights: Contrada is an only child


At the operational level, there is a dangerous tendency to coin forms of legal interpretation that limit the recognition of specific rights. Here the judiciary-law relationship is connoted by undue expansionism of the jurisprudence that leads to authoritarian turning points probably generated by special-preventive ideologies not always in line with legal command.  And when this happens with reference to rights recognised at European level, also affirmed by the Charter of Values, exegetic "freedoms" generate insubordination and violation of the obligation of “maximizing” legal protections, leading to an unacceptable single case judgment in violation of the constitutional duty to ensure procedural equality.


Percorso di valutazione

Peer reviewed. Certificazione della qualità


L’intero articolo è disponibile