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Profili di rilevanza penale delle “criptovalute” (nella riforma della disciplina antiriciclaggio del 2017)

Giovanni Paolo Accinni

Archivio Penale
© dell'autore 2018
Ricevuto: 15 febbraio 2018 | Accettato: 21 febbraio 2018 | Pubblicato: 22 febbraio 2018


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Riassunto

Con D.lgs. 25 maggio 2017 n. 90 l’Italia ha dato attuazione alla IV Direttiva Europea in tema di antiriciclaggio (Direttiva UE n. 849/2015) riformando integralmente le disposizioni di cui al D.lgs. n. 231/2007. Il nostro Paese non si è tuttavia limitato a recepire le disposizioni europee, ma, precorrendo i tempi, ha anticipato alcune previsioni in tema di “criptovalute” che dovrebbero costituire oggetto di una futura V Direttiva Europea ancora in fase di discussione. L’importanza di siffatto intervento normativo e la rapidissima ascesa delle valute virtuali suggeriscono l’opportunità di un primo esame dei possibili rischi di carattere penale connessi alle c.d. virtual currencies, con più specifico approfondimento dedicato al problema del riciclaggio di denaro sporco ed alle recenti misure adottate a livello nazionale.

 

On May 25th 2017 Italy implemented the IV European anti money laundering Directive (Directive UE n. 849/2015), by doing so reforming the Legislative Decree n. 231/2007. Nonetheless, our Country has not only transposed the european disposition, but it has also anticipated some provisions on cryptocurrencies which are supposed to be issued with a future V European anti money laundering directive still under discussion. The importance of such reformation and the rapid raise of cryptocurrencies demand a first exam of the possible risks of criminal relevance connected to virtual currencies as well as an in depth analysis concerning the problem of money laundering and the recent Italian AML legislation.


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