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Questioni aperte su retroattività in mitius e sanzioni amministrative punitive: verso l’affermazione di un principio nazionale di fonte sopranazionale?

Vincenzo Tigano

Archivio Penale
© dell'autore 2020
Ricevuto: 28 dicembre 2019 | Accettato: 08 gennaio 2020 | Pubblicato: 10 gennaio 2020


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Riassunto

La sentenza costituzionale n. 63/2019 ha per la prima volta espressamente esteso i fondamenti costituzionali del principio di retroattività in mitius – fino ad allora considerato guarentigia esclusiva del diritto penale – al campo degli illeciti amministrativi punitivi, dichiarando illegittimo uno specifico divieto di retroattività concernente le sanzioni amministrative più miti introdotte dal d.lgs. n. 72/2015 in materia di abusi di mercato.

Da una parte, è apprezzabile che la Consulta abbia superato le proprie precedenti remore, anche grazie a un’opportuna valorizzazione della giurisprudenza della Corte di Strasburgo ove il principio è stato incluso tra quelli applicabili alle misure afferenti alla “materia penale”; dall’altra, non può dirsi che la retroattività favorevole sia stata elevata a regola generale del diritto amministrativo punitivo, a causa dell’assenza di un’apposita previsione generale interna al sistema nazionale. Affinché si possa addivenire a un’effettiva applicazione generalizzata del principio all’intero campo delle sanzioni amministrative punitive, occorre quindi che l’interprete valorizzi opportunamente l’art. 49 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e l’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ove la retroattività in mitiusha trovato ingresso come vera e propria regola di diritto intertemporale accanto a quella dell’irretroattività sfavorevole, vagliando le condizioni per una loro diretta applicabilità nell’ordinamento italiano.


Open issues on retroactivity in mitius and punitive-administrative sanctions: towards the affirmation of a national principle deriving from supranational sources of law?


For the first time the constitutional judgment no. 63/2019 has expressly extended the constitutional foundations of the principle of retroactivity in mitius – so far considered as an exclusive guarantee of criminal law – to the field of punitive-administrative offenses, by declaring a specific prohibition of retroactivity, concerning milder administrative sanctions introduced by Legislative Decree no. 72/2015 for market abuse, to be uncostitutional.

On the one hand, it is appreciable that the Constitutional Court has overcome its previous qualms, also thanks to an appropriate consideration of the judgements of the Court of Strasbourg which included such principle among ones applicable to the measures falling within “criminal matters”; on the other hand, we can not assert that retroactivity in mitius has been established as a general rule of punitive-administrative law, due to the absence of a general provision within the national system. Therefore reaching an effective generalized application of the principle to the entire field of punitive-administrative sanctions requires interpreters to valorise art. 49 of the Charter of Fundamental Rightsof theEuropean Union and art. 7 of theEuropean Convention on Human Rights,where retroactivity in mitius has been found as a general intertemporal rule together with the principle of non-retroactivity of unfavorable criminal law: for this purpose, the conditions for direct applicability of such sources in the Italian legal system must be examined.

 


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