articolo pubblicato | open access
Sottoposto a Peer review

A volte ritornano: la Corte costituzionale di nuovo alle prese con le decisioni “civilistiche” del giudice penale

Ciro Santoriello

Archivio Penale
© dell'autore 2026
Ricevuto: 13 March 2026 | Accettato: 25 March 2026 | Pubblicato: 30 March 2026


L’intero articolo è disponibile


Riassunto

Nel lavoro viene esaminata la decisione costituzionale n. 2 del 2026 relativa alla previsione di cui all’art. 578, co. 1 c.p.p.. L’autore, pur condividendo le conclusioni della Consulta nella parte in cui evidenzia la differenza fra le ipotesi disciplinate rispettivamente dai co. 1 e 1 bis dell’art. 578 c.p.p., evidenzia come l’obbligo per il giudice penale di pronunciarsi sulle pretese civilistiche avanzate dalla parte civile pur in presenza di una declaratoria di prescrizione del reato determini una ingiustificata, criticabile e pericolosa modifica dei compiti e delle finalità del processo penale.


Sometimes they come back: the Constitutional Court once again faces the "civil law" decisions of the criminal judge.


The paper examines Constitutional Decision No. 2 of 2026 regarding the provision set forth in Article 578, paragraph 1 of the Code of Criminal Procedure. The author, while agreeing with the Court's conclusions in the part where it highlights the difference between the cases governed respectively by paragraphs 1 and 1-bis of Article 578 of the Code of Criminal Procedure, highlights how the obligation for the criminal judge to rule on the civil claims advanced by the civil party even in the presence of a declaration of the statute of limitations on the crime determines an unjustified, questionable, and dangerous modification of the tasks and purposes of the criminal process.

 


Percorso di valutazione

Peer reviewed. Certificazione della qualità


L’intero articolo è disponibile