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Cambiare tutto per non cambiare niente: riflessioni sparse sulla “nuova” udienza preliminare

Aurora Maria Di Leverano

Archivio Penale
© Pisa University Press 2023
Ricevuto: 26 June 2023 | Accettato: 05 July 2023 | Pubblicato: 12 July 2023


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Riassunto

Il contributo svolge alcune considerazioni sul nuovo filtro di giudizio che la riforma Cartabia ha introdotto per definire l’esito dell’udienza preliminare. La riflessione nasce dall’idea secondo cui l’esigenza di rendere il processo penale più efficiente non può autorizzare di per sé conclusioni positive affrettate: occorre, infatti, evitare giudizi che si alimentino sul piano valoriale dalla sola tematica dei tempi di definizione dei procedimenti penali. 

In relazione all’udienza preliminare, poi, è necessario interrogarsi non solo sulla reale capacità deflativa dei nuovi meccanismi previsti ma anche sulla loro compatibilità con i canoni del giusto processo. In questa prospettiva, lo scritto analizza le distorsioni che la nuova regola di giudizio potrebbe provocare – in un’ottica di sistema – al modello accusatorio e ai principi che lo governano. In seconda battuta – sul versante della capacità deflativa – si indaga la capacità innovativa di tale cambiamento, soprattutto alla luce del quadro storico che mostra come la cangiante vocazione del filtro che l’udienza si è vista attribuire nell’evoluzione normativa non ha praticamente mai sortito gli effetti desiderati. 


Changing everything to change nothing: reflections on the "new" preliminary hearing.

 

The contribution makes some considerations on the new trial filter that the Cartabia reform introduced to define the outcome of the preliminary hearing. The reflection stems from the idea that the need to make the criminal process more efficient cannot authorize hasty positive conclusions: in fact, it is necessary to avoid judgments that are fueled on the value level by the sole issue of the time it takes to define criminal proceedings. 

In relation to the preliminary hearing, then, it is necessary to question not only the real deflationary capacity of the new mechanisms envisaged but also their compatibility with the canons of due process. In this perspective, the paper analyzes the distortions that the new trial rule could cause - from a systemic perspective - to the accusatory model and the principles that govern it. Secondly - on the side of deflationary capacity - the aim is to assess the innovative capacity of such a change, especially considering the historical framework that shows how the changing vocation of the filter that the hearing has been given in the normative evolution has practically never had the desired effects.

 


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