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Dire l’estremo. I limiti della testimonianza e la giustizia penale internazionale

Dario Franzin

Archivio Penale
© dell'autore 2026
Ricevuto: 17 February 2026 | Accettato: 29 April 2026 | Pubblicato: 04 May 2026


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Riassunto

​Il contributo analizza il ruolo della testimonianza nel diritto penale internazionale, mostrando come essa non si riduca a una funzione meramente probatoria, ma operi come condizione di intelligibilità dell’imputazione individuale nei crimini di massa. Attraverso l’esame della giurisprudenza dei tribunali internazionali e della Corte penale internazionale, il lavoro mette in luce il carattere strutturalmente mediato e inferenziale della verità giudiziaria e la sua incidenza sulla costruzione della memoria collettiva. In questa prospettiva, la giustizia penale internazionale emerge come luogo di veridizione istituzionale segnato da un’irriducibile tensione tra testimonianza, giudizio e limiti della forma processuale.

This article examines the role of testimony in international criminal law, arguing that it cannot be reduced to a merely evidentiary function but operates as a condition of intelligibility for individual criminal attribution in mass crimes. Through an analysis of the case law of international tribunals and the International Criminal Court, it highlights the structurally mediated and inferential character of judicial truth and its implications for the construction of collective memory. From this perspective, international criminal justice emerges as a site of institutional veridiction marked by an irreducible tension between testimony, judgment, and the limits of procedural form.


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