Il divieto di avvicinamento tra tutela anticipata della vittima ed esigibilità della condotta
Archivio Penale
© dell'autore 2026
Ricevuto: 03 June 2026
| Accettato: 15 June 2026
| Pubblicato: 18 June 2026
L’intero articolo è disponibile
Riassunto
La nota commenta Cass., Sez. VI, n. 4936/2025, che riconfigura la struttura dell'art. 387-bis c.p. attribuendo all'imputato un obbligo di attivazione in presenza di avvicinamento spontaneo della persona offesa. L'analisi esamina le implicazioni della progressiva neutralizzazione della volontà della vittima, il ricorso alle fonti sovranazionali come criteri ermeneutici estensivi in malam partem e la trasformazione dello ius excludendi da diritto di libertà in dovere di scopo, con le conseguenti tensioni con i principi di legalità, determinatezza ed esigibilità della condotta.
The Non-Approach Order between Anticipated Protection of the Victim and Exigibility of Conduct
This note comments on Cass., Sez. VI, no. 4936/2025, which reconfigures Art. 387-bis of the Criminal Code by imposing an activation duty on the accused in cases of spontaneous approach by the victim. The analysis examines the implications of the progressive neutralisation of the victim's will, the use of supranational sources as interpretive criteria extending criminal liability, and the transformation of ius excludendi from a freedom right into a purposive duty, with resulting tensions vis-à-vis the principles of legality, determinacy and exigibility of conduct.
Percorso di valutazione
Peer reviewed. Certificazione della qualità









