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La dematerializzazione della sanzione e della prova: l’illusione del vero algoritmico e la tenuta del «ragionevole dubbio» nell’era dei deepfake

Pietro Mirto

Archivio Penale
© dell'autore 2026
Ricevuto: 01 June 2026 | Accettato: 11 June 2026 | Pubblicato: 18 June 2026


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Riassunto

Il contributo analizza l’impatto dirompente delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa con specifico riguardo alla fenomenologia dei deepfake sui nodi strutturali del diritto penale, sia sul versante sostanziale sia su quello processuale. Sotto il profilo dogmatico, l'indagine vaglia la tenuta e l'adeguatezza delle fattispecie incriminatrici tradizionali, nonché dei recenti interventi riformatori, nella tutela dei beni giuridici della personalità e della pubblica fede, evidenziandone i deficit in termini di tassatività e determinatezza strutturale. Sul versante strettamente processualistico, la riflessione si focalizza sulla crisi epistemologica della prova digitale: l'avvento di alterazioni cross-mediali ormai indistinguibili dal dato reale mina la genuinità del compendio probatorio e impone una ridefinizione dei confini operativi della regola di giudizio dell'«oltre ogni ragionevole dubbio» (ex art. 533 c.p.p.). In chiave de jure condendo, l'autore prospetta una necessaria revisione dei criteri di ammissibilità, sbarramento e autenticazione della e-evidence, auspicando una sinergica integrazione tra categorie penalistiche e protocolli crittografici di tracciabilità e immutabilità del dato alla fonte.


The Dematerialisation of Sanctions and Evidence: The illusion of Algorithmic Truth and the Resilience of «Reasonable Doubt» in the era of Deepfakes 


The paper analyses the disruptive impact of generative artificial intelligence technologies, with specific regard to the phenomenon of deepfakes, on the structural nodes of criminal law, both from a substantive and a procedural perspective. From a dogmatic standpoint, the investigation examines the resilience and adequacy of traditional criminal offences, as well as recent reform interventions, in protecting the legal interests of personality rights and public trust, highlighting their shortcomings in terms of strict legality and structural certainty. On the strictly procedural side, the reflection focuses on the epistemological crisis of digital evidence: the advent of cross-media alterations that are now indistinguishable from real data undermines the authenticity of the body of evidence, it forces a redefinition of the operational boundaries of the "beyond any reasonable doubt" standard of judgment (art. 533 of the Italian Code of Criminal Procedure). From a de jure condendo perspective, the author proposes a necessary revision of the criteria for the admissibility, filtering, and authentication of e-evidence, advocating for a synergistic integration between criminal law categories and cryptographic protocols for traceability and immutability of data at the source.

 


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