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La nuova “annotazione preliminare” per fatti commessi nell’evidenza apparente di una causa di giustificazione tra ambiguità terminologiche e incertezze applicative

Sandro Felicioni

Archivio Penale
© dell'autore 2026
Ricevuto: 17 July 2026 | Accettato: 27 July 2026 | Pubblicato: 29 July 2026


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Riassunto

Tra le novità normative più discusse dell’ultimo Decreto Sicurezza (d.l. 4 febbraio 2026, n. 23), convertito dalla L. 24 aprile 2026, n. 54, in vigore dal 25 aprile scorso, figura la c.d. «annotazione preliminare» per quei fatti che appaiano, prima facie, commessi in presenza di una causa di giustificazione. Sulla scorta del dichiarato obiettivo di scongiurare gli effetti reputazionali derivanti dall'ordinaria iscrizione nel registro degli indagati, soprattutto nei confronti degli appartenenti alle forze di polizia, la disciplina normativa non si è però limitata ad istituire un apposito, separato modello destinato ad ospitare tali notizie di reato (Mod. 45-bis), prevedendo altresì per tali fattispecie uno speciale procedimento investigativo accelerato, volto a consentire al pubblico ministero di assumere tempestivamente le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione. Muovendo dalla richiamata ratio dell'intervento legislativo, al netto dell’impropria qualificazione dell’istituto (pur affermatasi nella vulgata giornalistica e politica) quale presunto “scudo penale” per le forze dell’ordine, il contributo esamina in chiave critica il relativo regime disciplinare, mettendone in luce le ambiguità terminologiche, le principali questioni interpretative nonché le inevitabili criticità applicative.


The new “preliminary entry” for acts prima facie committed in the presence of a justification defence: terminological ambiguities and practical uncertainties.


Among the most debated legislative innovations introduced by the latest Security Decree (Decree-Law No. 23 of 4 February 2026), converted into Law No. 54 of 24 April 2026, in force since 25 April 2026, is the so-called “preliminary entry” (annotazione preliminare) concerning facts that appear, prima facie, to have been committed in the presence of a justification defence. Enacted with the stated aim of preventing the reputational consequences arising from ordinary registration in the register of suspects, particularly for police forces, the relevant statutory framework does not merely establish a specific and separate register exclusively intended for such criminal reports, but also provides for a special expedited investigative procedure in relation to these cases, aimed at enabling the public prosecutor to promptly determine whether to apply for dismissal of the case. Building upon the rationale underlying the legislative intervention, and setting aside the improper characterisation of the measure – e – as an alleged “criminal shield” for law enforcement officers, this contribution critically examines the regulatory framework governing the new mechanism, highlighting its terminological ambiguities, the main interpretative issues, and the practical difficulties arising from its application.

 


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