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L’‘eterno ritorno’ alla Corte EDU di prevedibilità e matière pénale tra efficienza e garantismo. Riflessioni a margine di C. EDU, Sez. I, sentt. 17 giugno 2021, Galan e Miniscalco c. Italia

Jacopo Della Valentina

Archivio Penale
© dell'autore 2022
Ricevuto: 03 June 2022 | Accettato: 13 June 2022 | Pubblicato: 16 June 2022


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Riassunto

Il contributo prende in esame il contenuto delle sentenze Galan e Miniscalco c. Italia, decisioni con cui la Corte EDU è tornata su concetti ‘classici’ come quelli di prevedibilità e, soprattutto, matière pénale, escludendo nel merito che alcune sanzioni previste dalla riforma Severino presentassero natura sostanzialmente penale e violassero talune garanzie della Convenzione (e, segnatamente, gli artt. 7, 13, 14 CEDU e l’art. 3 Prot. Add. CEDU). Lo scritto, dopo aver brevemente riepilogato i profili fattuali del caso e l’iter motivazionale della Corte, cerca di porre in evidenza alcune fallacie presenti nel ragionamento dei Giudici di Strasburgo, forse dettate da un fattore ‘frenante’ quale il timore di caducare l’efficace sistema di lotta alla corruzione. 

In generale, le due decisioni sembrano costituire un evidente esempio del self restraint mostrato dalla Corte nei confronti di efficienti strumenti di politica criminale, anche di fronte al concreto rischio di vedere offuscate alcune garanzie convenzionali. 


The ‘eternal recurrence’ of foreseeability and matière pénale at the ECHR, among efficiency and guarantees. Some reflections on ECHR, I Section, decisions Galan and Miniscalco v. Italy, June 17, 2021


This contribution deals with the main themes concerned in the cases Galan and Miniscalco v. Italy. These used by the Court to take into account ‘classical’ concepts, such as foreseeability and, above all, matière pénale. By these decisions, the Court denies the criminal nature of some measures introduced by the ‘riforma Severino’ and consequently the breach of the Convention (more specifically, the guarantees under articles 7, 13, 14 ECHR and 3 Add. Prot. ECHR). After having shown the factual evidence of the case, the paper tries to underline some fallacies of the motivation drafted by the judges, maybe due to the fear of frustrating the system against corruption.

As a matter of fact, the decisions seem to be a clear example of the self-restraint attitude shown by the Court against efficient criminal policy tools, despite the real risk of violation of the conventional guarantees.


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