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Sentencing inglese e prospettive di un processo bifasico in Italia: potenzialità e insidie di un mutamento a lungo invocato

Eleonora A. A. Dei Cas

Archivio Penale
© dell'autore 2022
Ricevuto: 22 February 2022 | Accettato: 01 March 2022 | Pubblicato: 03 March 2022


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Riassunto

Il tramonto della centralità del giudice di cognizione nel dosaggio della pena detentiva porta a interrogarsi sulla introduzione di un modello processuale di tipo bifasico, ispirato al sentencing angloamericano, anche nel nostro ordinamento. La proposta, invero, è tutt’altro che nuova: già nel Progetto preliminare del codice del 1978 e nel Progetto Grosso si era auspicato un mutamento tale da permettere di scindere il giudizio sul fatto da quello sull’autore.

L’esempio inglese viene qui utilizzato come una lente attraverso la quale riflettere sulle disfunzioni del modello italiano, in cui, per un verso, la pena irrogata dal giudice della cognizione è destinata a rimanere una “pena sulla carta” poi soggetta a modifiche in executivis, per altro verso, la scelta compiuta dal primo, in mancanza di idonei strumenti processuali, è lasciata all’intuito del giudice stesso.


Sentencing in England and Wales: Does the System Have Anything Worthwhile to Offer Italy?


Italian scholars started to consider the introduction of sentencing in their legal system long ago, in order to separate the judgement of the offence from the judgement of the offender. The idea has recently gained new strength due to the trial judge’s loss of centrality in determining the sentence.

In this paper Sentencing in England and Wales acts as a lens: through it, we are able to evaluate the malfunctions of the Italian model and see if English Sentencing has anything relevant to offer Italy.


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