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Sordità e carcere: un binomio antitetico? Riflessioni per un diritto penitenziario più umano ed inclusivo

Alessio DI Nino

Archivio Penale
© dell'autore 2025
Ricevuto: 17 February 2025 | Accettato: 01 April 2025 | Pubblicato: 02 April 2025


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Riassunto

​La funzione rieducativa della pena rischia di essere largamente compromessa dall’inadeguatezza dell’assetto penitenziario italiano, i cui profili di problematicità risultano amplificati con riguardo ai detenuti disabili. Il presente contributo, focalizzandosi sulla condizione della popolazione carceraria sorda e sull’assoluta lacunosità normativa, prospetta due possibili soluzioni: l’adozione di misure alternative alla detenzione per questo target di detenuti o l’adeguamento dei penitenziari esistenti attraverso l’uso di dispositivi finalizzati all’abbattimento delle barriere sensoriali e l’assistenza di professionisti ad alta specializzazione, come gli interpreti LIS. In questa seconda ipotesi, utili spunti si potrebbero trarre dall’esperienza statunitense, cui viene dedicato un ampio raffronto comparatistico, e dai centri di reclusione italiani per i portatori di handicap motori, pur nella consapevolezza che la disabilità sensoriale va considerata, anche e soprattutto a livello legislativo, come un tertium genus rispetto a quella fisica e a quella psichica. 

The re-educative function of punishment might be largely compromised by the inadequacy of the Italian prison system, whose problematics are amplified with regard to prisoners with disabilities. The present work, focusing on the condition of the deaf prison population and on the absolute lack of legislation, proposes two possible solutions: the adoption of alternative measures to detention for this target group or the adaptation of existing penitentiaries through the use of devices aimed at eliminating sensory barriers and the assistance of highly specialized professionals, such as LIS interpreters. In this second hypothesis, useful hints could be drawn from the US experience, which is object of an extensive comparison, and from the Italian detention centers for paralyzed prisoners. However, this must be done in the knowledge that sensory disability has specificities that distinguish it from both physical and mental diseases.


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